NADA
NANNINI Gianna
NEFFA
NEGRAMARO
NEGRITA
NEK
NEW TROLLS
NOMADI
NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE
NUOVI ANGELI
NUTI Francesco
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Correva
l’anno 1963 e Augusto Daolio, cantante e Beppe Carletti,
tastierista, due ragazzi di 16 anni, fondavano il gruppo de
"I Nomadi", inizialmente composto da sei persone, poi
ridotte a cinque l’anno seguente. Da subito è vita on the
road, serate nelle balere.
È il 1965 l’anno dell’ingresso nel mercato discografico con
"Donna, la prima donna", un 45 giri che fa conoscere questo
affiatato quintetto. L’anima novellarese del complesso è
rappresentata, oltre che da Augusto Daolio, nato e vissuto
nella nostra terra, da Franco Midili e da Gabriele "Bila"
Copellini. Beppe Carletti è di Novi di Modena, ma a
Novellara si sposa, Gianni Coron invece risiede a Modena.
Stiamo parlando della formazione storica della band, quella
per intenderci che ha spopolato con pezzi quali "Come potete
giudicar", "Dio è morto", "Noi non ci saremo", "Canzone per
un’amica", che ha presentato al grande pubblico, con una
buona dose di coraggio, il genio compositivo di Francesco
Guccini. Con la fine degli anni sessanta si chiude un epoca,
scompaiono anche nel campo musicale molti artisti. I Nomadi
vedono ripagata la loro scelta impegnata, l’avere dato un
particolare rilievo ai testi dei loro brani e si presentano
con una formazione parzialmente rinnovata al nuovo decennio
con un successo travolgente "Io vagabondo (che non sono
altro)" scala le classifiche di vendita. E’ il 1972.
Gianna Nannini torna a suonare a Padova dopo
l’uscita del nuovo album
Giannabest: il 12 marzo, al PalaNet, la musicista
toscana porterà in scena il meglio della sua lunga e
sempre grintosa carriera. Il concerto rispecchierà
il nuovo album non solo nel riproporre i brani che
hanno reso celebre l’artista senese, ma anche nello
spirito, ossia nel desiderio di trasmettere con
forza uno stile musicale e di raccontare una vicenda
artistica ricca e varia. I brani contenuti nel
doppio album tracciano una storia musicale che dura
da 30 anni: 24 grandi successi originali, simbolo
del percorso artistico della rocker senese, e alcuni
inediti. Il concerto parte proprio da qui, da un
album che per Gianna Nannini significa un momento di
riflessione sul suo passato artistico, ma anche un
rimettersi in gioco. Una sensibilità poetica ed
emotiva coniugata in chiave rock, con sonorità a
volte ruvide che ricordano il punk italiano, la
musica di Gianna Nannini è unica e sempre
riconoscibile non solo per la voce dell’artista, ma
anche per la sua originalità. Partendo da ‘America’,
dall’album ‘California’ del 1979, fino a ‘Sei
nell’anima’ dall’album ‘Grazie’ del 2006, GIANNABEST
contiene, tra gli altri, ‘Fotoromanza’, ‘I maschi’,
‘Bello e impossibile’, ‘Latin-Lover’, ‘Profumo’,
‘Scandalo’, ‘America', ‘Radio Baccano’. A questi si
aggiungono tre nuovi brani, prodotti da Wil Malone e
da Gianna: ‘Suicidio d’amore’, già leader delle
playlist radiofoniche, è un inno all’amore inteso
come pura, struggente ‘cupio dissolvi’, erotica
voluttà di annientamento, sentimento immune alla
paura di un volo libero. Il volo prosegue con il
secondo inedito ‘Mosca cieca’: Via senza parlare/
senza avvisare/ correre a Mosca cieca un rock
acustico innovativo nel panorama musicale attuale.
“Vedo tutto io, è questo il mio problema”, citando
una frase dal Diario Russo di Anna Politkovskaja, la
giornalista nota per il suo impegno per i diritti
umani e uccisa lo scorso anno, la Nannini racconta
lo stato di cecità permanente a cui si è costretti
se si vuole sopravvivere in luoghi in cui parlare
raccontando ciò che si vede è molto pericoloso. Sul
pianoforte di Gianna, e i violini arrangiati nello
stile di Malone si poggia ‘Pazienza’, non ho mai
fatto penitenza/ bastavi tu pazienza, il terzo nuovo
brano. Nel disco sono inoltre presenti una nuova
registrazione del 2007 di ‘Meravigliosa creatura’
realizzata con gli archi di Malone e il brano ‘
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