VALLESI Paolo
VANONI Ornella
VECCHIONI Roberto
VELVET
VENDITTI Antonello
VENUTI Mario
VERDENA
VERGNAGHI Mino
VIANELLO Edoardo
Le VIBRAZIONI
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Tu sei fiorentino. La Toscana è una terra di grandi
tradizioni sia gastronomiche che enologiche. Qual'è il tuo
rapporto con la cucina?
Sono un reale appassionato del vino e delle produzioni
vinicole. Girando molto sopratutto l'Italia, mi piace
cercare ed acquistare campioni di vino da tutte le parti
d'Italia, quindi mi sento un appassionato.
Anche con il cibo ho un buon rapporto, e da buon toscano mi
piace mangiare e bere bene.
Prendendo spunto dal tuo essere toscano, cosa mi dici su le
tante parole che sono volate sul problema "mucca pazza", che
proprio ai toscani toccava da vicino, con la proibizione a
vendere la famosa e buonissima "fiorentina"?
Le Vibrazioni non sono solo un fenomeno, sono
soprattutto una band dai mille
colori, dal rock al pop, con ben 50 canzoni nel
cassetto, una lunghissima tournée nei club di tutta
Italia.
L’album “Le Vibrazioni”, uscito con Ricordi a metà
maggio, conferma la credibilità di questo gruppo di
giovani milanesi con ben 16 canzoni originali. Le
Vibrazioni sono Alessandro Deidda, batteria (1976);
Francesco Sarcina, voce/chitarra (1976); Marco "Garrincha"
Castellani, basso (1978); Stefano Verderi,
Chitarra/Tastiere (1974). Il gruppo nasce a Milano
nel '99 e determinante è l'incontro con il
produttore Demetrio Sartorio, che trova la chiave di
volta per far uscire Le Vibrazioni dal ghetto del
'rock da cantina'.
Le principali influenze del gruppo partono dalla
scena britannica di fine anni '60 e inizio anni '70,
per giungere a una sintesi fra le melodie di band
come Beatles ed Animals, e il rock di Led Zeppelin,
The Who e Jimi Hendrix Experience. Ma saranno la
psichedelia dei Pink Floyd e il funk americano di
James Brown e di Sly and the Family Stone ad
avvicinare il sound de Le Vibrazioni a formazioni
moderne come Jane's Addiction, RHCP e Kula Shaker.
Antonello
Venditti è nato a Roma l'8 marzo 1949, (sì, sotto il
segno dei Pesci...). Alla fine degli anni '60 è un
giovane che alla cultura universitaria unisce la
passione per la musica folk, fattori che lo
accomunano alla nuova leva di cantautori che
frequentano il Folkstudio, lo storico locale di
Cesaroni, dove Venditti fa amicizia con Francesco De
Gregori. Insieme i due pubblicano nel 1971 il disco
THEORIUS CAMPUS, che già contiene i germi delle
rispettive, luminose carriere: più poeta e
riflessivamente dylaniano De Gregori, più estroverso
e popolare Venditti, che conquista immediatamente le
classifiche con "Roma capoccia", la canzone che
inaugura la sua personale e a tutt'oggi ininterrotta
elegia della "romanità" ("Campo de' fiori", "Roma",
"Grazie Roma", "Ho fatto un sogno", per citare solo
le più esplicite). Questa attitudine a vestire i
panni del "compagno di strada" lo rende inviso a
parte della critica, che lo taccia di populismo, ma
il pubblico lo adora, e non manca di premiare dischi
come LILLY, SOTTO IL SEGNO DEI PESCI, BUONA DOMENICA
e CUORE.
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