www.notesandfreedom.com
Aspettavo
questo giorno dal 2000, e finalmente è giunto. Non che
m’attenda chissà quali miracoli dal tuo successore ma,
quando un vero rompicoglioni come te se ne va, un po’ si
gode. Qualcuno, fra gli storici e le grandi firme del
giornalismo “embedded”, già azzarda bilanci sulla tua
presidenza. Ora, non vorrei apparire blasfemo, ma soltanto
prendere in esame un caso come il tuo è l’evidente certezza
d’aver sbagliato mestiere. Braccia rubate alla terra.
Consiglieremmo, a chi desiderasse addentrarsi nell’analisi
storica del tuo operato, di prendere prima in esame un
dubbio: devo ristudiare la Storia dal libro di Prima o di
Terza Media? Perché?Poiché, a voler ben cercare, non si riesce a trovare un appiglio al quale aggrapparsi. Pochi hanno fallito in tutto, ma proprio in tutto, come te. Il tuo problema, caro George, è la creduloneria. Mentre tutti sapevamo che le cazzate sparate dai neocon e da New American Century erano tali, tu hai davvero creduto che fossero verità distillate. Il “Nuovo Secolo Americano”: lo ricordi? Rammenti gli appassionati sermoni di William Kristol, che accusava Clinton d’essere un traditore perché non seppelliva tutti a suon di bombe per dominare il Pianeta? Tu sei solo un povero citrullo, e ci hai creduto: capita ai sempliciotti, un po’ meno se dovessero essere il Presidente americano. Kristol, giusto un anno or sono, fiutò l’aria che tirava e preferì trovarsi una scrivania da scaldare al New York Times, il quale ricevette – quando fu comunicata la notizia – migliaia di mail di protesta dai suoi lettori in un solo giorno. Anche la redazione non fu tanto carina: “Potrà anche non essere il benvenuto, ma sopravvivremo” fu il commento. Per te non basterà una scrivania per nasconderti: forse sarà meglio un “ritiro” perpetuo a Crawford, fra un sermone ed una bottiglia. Perché? Poiché prendesti in mano una nazione che non era certo all’apice del suo fulgore, mica erano i tempi di Eisenhower, però non stavate malaccio – dai, ammettilo – e l’hai ridotta in una landa desolata, dove la gente non ha più lavoro né casa. In genere, le presidenze americane sono segnate da una prevalente attenzione verso l’interno o verso l’estero – non uso termini come “isolazionismo”, perché so che ti sono ostici, soprattutto perché sei abituato a leggere i libri al contrario – ma tu hai fatto meglio: sei riuscito a rovinare il tuo Paese ed a gettare il mondo in una fornace di guerre. Il panorama interno si fa presto a definirlo: sotto la tua presidenza, la storica IBM è diventata Lenovo. Come dici? Che si cambia? Sì, ma la Lenovo è cinese, quel paese grande, che sta sopra l’India…allora: a destra dell’Africa, leggi “Oceano Indiano”, vai su, vedrai che la troverai…come? Non trovi nemmeno l’Africa? Eh, ma allora… La General Motors e la Chrysler non “stanno tanto bene” ed hai dovuto quasi nazionalizzarle, roba da soviet del III millennio. La gente lavora perlopiù con il salario minimo di legge – circa 6 dollari l’ora – e non ha uno straccio di protezione sociale. Se perdono il lavoro, per compensazione le banche tolgono loro la casa: insomma, non ci sembra un gran che. Hai fatto tutto questo perché eri assorbito dalle questioni internazionali? Ma…davvero ci credi? Dovresti capirlo da solo, ma forse è meglio che qualcuno te lo spieghi. Ancora credi che l’Iraq non sia stato un totale fallimento? Perché gli attentati ed i morti sono calati di un certo x%? Te lo spiego io il perché. La vera ragione, caro George, è che alla resistenza irachena non serve più nemmeno sprecare troppo esplosivo: quello che sta avvenendo oggi, sono già i prodromi della resa dei conti finale fra sciiti e sunniti, i quali aspettano solo che ve ne andiate per farsi la festa finale. Voi, oramai, non c’entrate più niente: avete perso e basta. Cosa succederà? Eh, mica ho la sfera di cristallo: passeranno probabilmente da un Saddam Hussein ad un Hussein Saddam o roba del genere perché – se l’obiettivo (facciamo finta di crederci) era quello di portare la democrazia in Iraq – la cosa è tragicamente fallita: la gente ha difficoltà a comprendere la “democrazia” quando s’ammazzano le famiglie ai posti di blocco. E con la partenza dei tuoi G-man, degli “aviotrasportati” e dei contractors, svanirà anche il petrolio iracheno per te (inteso come famiglia Bush) e per le compagnie targate Iuessé. Magari, dopo aver raddoppiato le proprie riserve petrolifere con quelle dell’est iracheno, gli ayatollah iraniani ti manderanno un biglietto di ringraziamento per Natale: sono gente educata. L’avventura irachena era stata preceduta da quella afgana: un altro, limpidissimo successo. Siete partiti sprizzando missili da tutti i pori, poi cagando tonnellate di bombe ad ogni piè sospinto, infine mitragliando la gente dall’aria e dai vostri SUV corazzati. Dovevate prendere Bin Laden, Al-Zavahiri ed il mullah Omar, e invece ve la state prendendo in quel posto. Omar, addirittura, è scappato facendo il “motostop” ad uno che passava. Oggi, il tuo uomo a Kabul – Karzai – fa lingua in bocca con i Taliban, sperando di non essere impiccato, domani, al gancio di un carro-attrezzi con i testicoli in bocca, come capitò al suo predecessore Najbullah, quello sorretto dai russi. Potrei darti, gratis, un consiglio: la prossima volta, invece di rivolgerti a Rumsfeld ed a Cheney, prova a chiedere di tali Spencer Bud ed Hill Terence, qui in Italia. Mi sa che sa la cavano meglio. |
Biografia Dopo
aver studiato alla Abingdon School nell'Oxfordshire, nel
1992 Toby debutta sul grande schermo con la pellicola
"Orlando". Contemporaneamente fa parte della band musicale
Radiohead con cui ottiene molto successo. Nel 1998 interpreta "La Leggenda di un amore - Cinderella" e l'anno successivo "Simon Magus" (1999). Ha girato "Ladies in lavender" (2004), "Lady Henderson Presenta" (2006) e "Infamous" in cui veste i panni di Truman Capote. Inoltre è nel cast di "Ember - Il mistero della città di Luce" (2008). |
In questa Sito sono riportati testi,
informazioni e documentazioni, fornite dagli autori ma anche
ottenute da Internet, senza NESSUNA ottica politica, né di Destra,
né di Sinistra, né di Centro. Questo occorre dirlo da subito, per
non cadere nell'errore di snobbare, sottovalutare o addirittura
ignorare un articolo e un'informazione solo perché scritto
dall'opposizione. Opposizione che poi, inevitabilmente, ogni pochi
anni, cambia e torna ad essere maggioranza, e viceversa. Tanto per
far capire che occorre leggere tutto, senza guardare al nome
dell'autore (e del suo inevitabile schieramento politico) se non per
vedere che si tratta di una persona vera, e non inventata.
Le opinioni di chi scrive su SR non necessariamente riflettono le
opinioni di chi pubblica. Pertanto vi preghiamo di indicare la
persona alla quale desiderate indirizzare le vostre e-mail. Cosi'
facendo l'interessato potra' rispondervi direttamente. Se desiderate
che la vostra corrispondenza non venga pubblicata su SR siete
gentilmente pregati di farlo presente. Grazie.
La Redazione.
L’incapacità di vivere dimenticando i fili spinati


